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IncoronatoGIOVANNI INCORONATO è un’artista che subisce forte il fascino variegato della natura; natura che egli affresca liberamente, lasciandosi trasportare unicamente dalla sua sensibilità e dalle sue intuizioni. Atmosfere tranquille e silenziose, angoli di paeselli ancora rusticamente intatti ma anche nature morte, paesaggi marini, notturni, figure e soggetti. Dunque articolato e policromo, come la natura stessa. Ma il nostro artista padroneggia anche la raffigurazione astratta, modalità espressiva alla quale ha dedicato diversi lavori. E lo fa così bene che il poeta GIANNI IANUALE, nel commentare la sua opera, non ha avuto difficoltà a scrivere che Giovanni Incoronato, esprimendosi tramite l’astratto intende : “…..trasmettere sulla tela le emozioni che vengono scaturite dalla nostra anima assieme alla serie dell’archetipo della forma che vuole rappresentare l’idea che viene materializzata man mano che prende forma”. E anche il Maestro VINCENZO PERNA – affermato artista, noto nel panorama culturale vesuviano – ha sentito il bisogno di esprimere un giudizio lusinghiero: “Giovanni Incoronato nelle sue opere astratte sintetizza con la sua geometria e astrazione con una tecnica dei colori vivaci ed espressivi, spatolati, violenti, ma contenuti e inquadrati dentro forme allineate e ripetute in una composizione ritmata che nell’insieme richiama lo stile dell’Espressionismo Astratto”.

Astratto, dunque, e di eccellente livello. Ma perché mai il nostro artista avverte così forte il bisogno di esprimersi aggirando le forme imposte dalla realtà? Certo L’Astrattismo è un indirizzo estetico di antica data;  basti pensare ai vasi greci di più remota fattura, ma anche alle miniature prodotte nel periodo dell’alto medioevo, per fare solo alcuni esempi. In questi casi, la figurazione astratta aveva un unico fine estetico: quello della decorazione. Ma l’arte astratta, dal ’900 in poi, serve un fine del tutto diverso: quello della comunicazione. Non più impegnata ad abbellire per godere di una più intensa esperienza estetica, ma tesa a trasmettere, divulgare, diffondere un messaggio. L’arte astratta del secolo decimonono intende esprimere contenuti e significati, senza nulla prendere in prestito da immagini già esistenti. All’astratto si è giunti mediante un processo cognitivo al cui centro alberga il concetto di “astrazione“; una nozione assai generale che esprime un procedimento mediante il quale l’intelletto umano descrive la realtà riducendola ad alcune sue caratteristiche tipiche. Dai processi di astrazione nascono le parole, i numeri e i segni. La logica è un classico processo di astrazione.

Ma anche nel campo delle immagini, i segni, intesi come simboli che rimandano a cose o idee, sono  un modo astratto di rappresentare la realtà. Sicché l’Astrattismo prende vita quando nei quadri non v’è più alcun riferimento al mondo reale. Nasce quando i pittori procedono in maniera totalmente autonoma rispetto alle forme concrete, per cercare e trovare forme ed immagini del tutto inedite. In questo caso, l’astrattismo ve ben oltre il processo di astrazione sfociando nella pura invenzione.

In breve, gli artisti si rivolgono all’astratto quando sentono il bisogno di liberare la fantasia; quando hanno bisogno di sentirsi totalmente svincolati dalle norme e dai canoni fino ad allora accreditati. Sicché i territori artistici disponibili a queste nuove sperimentazioni si aprono a dismisura e le direzioni in cui si svolge l’arte astratta possono portare ad esiti profondamente diversi.

Se le cose stanno così dobbiamo concludere che GIOVANNI INCORONATO, col suo ricorso alla rappresentazione di soggetti astratti intende svincolarsi quanto più possibile dalle limitazioni del reale per esprimersi in totale autonomia sperimentando un percorso di libertà (GIANCARLO PAGANO)

 

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